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marzo 24, 2017

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marzo 22, 2017

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Esplora un nuovo modo di fare l ‘ amore, Corso di Tantra e Sessualità in amaca sia esperenziale che Online

Posted by: ENRICO VALBONESI in Amache, Appuntamenti, Area olistica, Associazione, Benessere, Corsi, Esperimenti e progetti, Formazione, Istruttori, Libri 3 mins ago 0 0 Views

Tantra in amaca capodanno 2014 e week end 1 volta al mese nelle sedi di Roma Aeroporto Fiumicino , Milano Aeroporto Malpensa sito web : http://www.iltantra.eu/iltantra.htm

- Un cammino spirituale di coppia o per single svolto in amaca nel week end che coinvolge la vita di coppia e la ricerca del propio sè.

- Come ottenere una sessualità sana, piacevole completa e una gioia nell amarsi ed amare .
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un assaggio delle nostre più suggestive sedi ( Bulgaria )dei corsi monotematici di tantra in amaca :

Condizioni

- La proposta include un corso di tantra in amaca completo dalla durata di un week end o 300 ore organizzato dal dott. Enrico Valbonesi direttore didattico del’ ANTIGRAVITY CENTER SCUOLA RICONOSCIUTA SIAF come professionale ai sensi della legge LEGGE 14 gennaio 2013, n. 4. Disposizioni in materia di professioni non …. possesso da parte del professionista iscritto di una certificazione vedi link per maggiori approfondimenti sulle opportunità lavorative http://www.altalex.com/index.php?idnot=18000.
- Orari e giorni: esperenziale sabato e domenica dalle ore 930 alle ore 17,30 gli altri gioni 7 giorni su 7 e 24 h su 24. Segui le istruzioni in descrizione.
Descrizione

Un cammino spirituale che coinvolge la sessualità e la vita di coppia Ideale per principianti e per chi desidera approfondire il tema Programma completo Il corso ha una durata minima di 3 mesi Tutti i moduli sono completi di materiali didattici, esercitazioni e test di verifica I docenti Dott. Enrico Valbonesi/ Rami Simona Faraona. In saranno a disposizione per tutto il corso e chiarimenti attraverso esercizi chi vuole seguire il corso a casa anche via skype/email, appuntamenti in chat e voce su Skype e intervento remoto sul pc dello studente con Team Viewer alla fine del corso sarà dato un Certificato SIAF che vale
16 ECP se si consegue l’attestato di partecipazione da un corso
Inoltre gli ECP conseguiti, adesso hanno la stessa validità, a prescindere dal registro di appartenenza del professionista erogatore.Ovviamente per i corsi già accreditati la variazione del corrispettivo in ECP avviene d’ufficio. Vi ricordiamo che il percorso personale che offrono i nostri professionisti Trainer adesso vale 45 ECP. 
finale con programma svolto, frequenza al corso e risultato del test finale.
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Il corso ha una durata di 1 week end ma può essere fatto anche on line fino ad un massimo di 3 mesi
- Tutti i moduli pratici sono completi di materiali didattici, esercitazioni e osservazione senza giudizio in modo amorevole della verifica dell apprendimento sia nel week end che on line
- Il corso può essere fruito comodamente da casa con tempi e modi di completamento del programma completamente personalizzati. Si svolgono su piattaforma skype disponibile 24 ore al giorno e 7 giorni su 7, completi di materiali didattici (video e dispense) e test di verifica dell’apprendimento.
Struttura e programma del corso in amaca:
l amaca come installarla a casa , come installare una pc con web cam 
I miti occidentali sulla sessualità tantrica come sfatarli aspetti esperenziali Orientali 
Cenni storici sulla sessualità: tradizioni sapienziali di tutto il mondo a confronto
La sessualità nel Tantra viene facilitata grazie ai sistemi di leve dell’ amaca

I principali archetipi di riferimento nella sessualità tantrica in amaca

Primo passo di un percorso spirituale che coinvolga la sessualità: il lavoro su se stessi e l ascolto percettivo restando in elevazione sull amaca 
I chakra e l energia della coppia in rapporto alla sessualità come sviluppare un equilibrio anche grazie all’ amaca matrimoniale e al nido sensuale

Tantra-Yoga in amaca per una sessualità sana, piacevole e completa
Le Dasha Mahavidya in amaca (10 dee della saggezza) nella sessualità
Il secondo passo di un percorso spirituale che coinvolga la sessualità: il lavoro sulle relazioni
Il suono nel Tantra suonoterapia di coppia in amaca matrimoniale
Il terzo passo di un percorso spirituale che coinvolga la sessualità: la connessione con la dimensione del macro e delle forme supportati da una visione di elevazione
Il ruolo della sessualità nella società occidentale .
I pianeti e il loro transito la loro relazione con gli esseri umani e la sessualità


un assaggio dei nostri testi :
Far l’amore con calma…senza fretta
“La gente é molto tesa sul sesso. Il problema é proprio questa tensione e lo sforzo di fare qualcosa. Il sesso accade non é qualcosa che devi fare. Quindi dovete imparare dall’oriente l’attitudine verso il sesso, il Tantra Yoga in amaca .
Il Tantra ha un’attitudine di amorevolezza verso una persona, non c’é bisogno di pianificare, non c’é bisogno di ripetere la parte mentalmente. Non c’é bisogno di fare niente in particolare: solo sii amoroso e disponibile. Continuate a giocare con la vostra energia reciproca e quando fate l’amore, non é necessario che sia grandioso, altrimenti fingeresti e anche l’altro fingerebbe. Tutte e due pretendete di essere dei grandi amatori… E rimanete tutti e due insoddisfatti! Non é necessario fingere. E’ una preghiera molto silenziosa. Fare l’amore é una meditazione. E’ sacro, é il piú sacro delle sacralitá. Quindi quando fai l’amore con un uomo, vai piano… con piacere, assaporane il gusto. Con molta calma: non c’é fretta, c’e tempo abbastanza.”
Nulla viene fatto per far sorgere l’energia sessuale: si deve seguire solo il suo flusso naturale, senza forzature. La sensazione che si ha di solito è quella di una completa fusione di corpi, come se i due partner trascendessero le loro limitazioni fisiche e psichiche per raggiungere uno stato di gioiosa e profonda intesa. Si tratta di uno scambio d’energia passivo e ricettivo piuttosto che attivo, d’attesa o di tensione verso il raggiungimento dell’orgasmo.
Il Tantra yoga in amaca ci mostra l’unità tra il fisico e lo spirituale, conducendo a una felicità vista come un abbandono completo l’uno all’altra in uno stato contemplativo armonico che mette in diretto contatto con un’energia superiore che tutto sottende: l’AMORE. Il Tantra non parla di un’abilità da perfezionare continuamente praticando certe tecniche o posizioni, come purtroppo crede la maggioranza di coloro che si avvicinano a questa dottrina orientale.
Nel Tantra yoga le tecniche di massaggio, di respirazione, le posizioni sono solo un aiuto, uno strumento che aiuta a ripulire il pensiero dalle false programmazioni e a lasciare che tutto “avvenga” senza sforzo; insegnano a praticare il totale abbandono al momento che si sta vivendo con il partner, a fluire con esso, accettando tutto quello che succede, godendo di ogni istante e di ogni cosa. Praticando il tantra love, è possibile così raggiungere la coscienza della propria sessualità e ricavarne una fonte di gioia e di godimento, perfezionare l’integrazione tra l’energia maschile e quella femminile, affinché sia veramente possibile “incontrare l’altro”, e vivere la sessualità come unione con il tutto.
TANTRA YOGA in amaca
Tantra e tantra massage: 5 preziosi suggerimenti Tantrici
LE DONNE SONO COME STRUMENTI MUSICALI
non sono fatti per essere silenziosi,
devono essere manipolati con dolcezza,
uno scorretto utilizzo può rovinarli,
piu’ musicisti possono suonarli,
ma solo coloro che hanno buona diteggiatura e sensibilità, ne otterranno il meglio.
Per praticare il Tantra Yoga in amaca :” Mentre fai l’amore, dimentica l’orgasmo. Al contrario, rilassati accanto all’uomo, rilassatevi l’uno con l’altro. La mente occidentale pensa continuamente al momento dell’orgasmo, e come farlo veloce e grandioso, e questo e quello… Il pensare non permette all’energia del corpo di funzionare. Non permette al corpo di seguire il suo corso. La mente continua ad interferire… Rilassati con l’uomo. Se non succede niente vuol dire che non c’é niente che deve accadere. …! L’orgasmo non é qualcosa che deve accadere ogni giorno. Il sesso dovrebbe essere semplicemente stare insieme, dissolversi l’uno nell’altro. Poi puoi continuare a fare l’amore per mezz’ora, per un’ora, semplicemente rilassandosi l’uno nell’altro. Allora sarai in uno spazio senza mente, perché non c’é bisogno della mente! L’amore é l’unica cosa in cui non c’é bisogno della mente; e qui é dove l’occidente sbaglia: si porta la mente persino lá!
TANTRA YOGA in amaca E questo fondersi non dovrebbe diventare inconscio, altrimenti perdi un’occasione. In questo caso é un bellissimo atto sessuale, ma non é una trasformazione. E’ bellissimo, non c’é niente di sbagliato, ma non é trasformazione. E se é inconscio, ti muoverai sempre sulla stessa rotta. Vorrai ripetere questa esperienza ancora ed ancora. L’esperienza é stupenda nel momento che succede, ma poi diventa una routine, e ogni volta che la fai, si crea sempre piú desideri, piú fai questa esperienza e piú la desideri, e ti muovi in un circolo vizioso. Non cresci, semplicemente ruoti. Girare intorno non va bene perché non cresci. E allora l’energia si perde. Anche se l’esperienza é buona, perdi energia perché c’é molto di piú da sperimentare. E bastava girare l’angolo e avresti raggiunto molto di piú. Con la stessa energia avresti potuto raggiungere il divino. Con la stessa energia puoi raggiungere l’ultima estasi, e tu la disperdi per un’esperienza momentanea. E via via questa esperienza diventerá noiosa, perché tutto ció che si ripete di continuo diventa noioso. Quando si perde la novitá, si crea la noia. Se rimani sveglio vedrai: primo, il cambiamento dell’energia nel corpo, secondo, la caduta dei pensieri dalla mente e terzo, la caduta dell’ego dal cuore.

info: antigravityoga@gmail.com tel +39 3294167403


marzo 10, 2017

Life Data Lab Counseling WWW.ENRICOVALBONESI.IT 3294167403





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Gestalt Counseling in amaca by Valbonesi vedere il mondo come una farfalla

per poter ottenere quello che si vuole e attrarlo . diventare con leggerenzza uguale a quella cosa che vogliaomo attrarre.
inganno ansiogeni , siamo eterni , importante e fare c’è sempre un risultato tutto  quello che desidero esiste in potenza , tutto costruito , il mio apparato mentale mi fa apaprire come solido ma può essere gassoso siamo degli ologrammi . solo perche mi hanno detto che è solido e scrintifico ,, ma questo e solid grazie alla mia credenza . questo lo dice il libro die morti , tutto quello che voglio lo posso creare , devo diventare  la stessa sensazione dell oggetto.

conferenza gratuita :
venerdi 17 marzo ore 17:00 18:00
titolo : La salute e il benessere legate alle tecniche delle amache antigravity meditazione mantra canti armonici,posturologia e massaggi assistite dall amaca per raggiungere lo stato di benessere
relatore dott. Enrico Valbonesi® SALA DUE LINGOTTO FIERA TORINO
a seguire i corsi di : “Massaggio Sonoro con campane tibetane in amaca valbonesi ”
La formazione di “Massaggio Sonoro in amaca ” con
campane tibetane offre la possibilità di apprendere
in semplicità, la tecnica di base, per entrare
con gioia nel viaggio profondo vibrazionale.
La vibrazione sonora, trasforma e cambia
il piano: fisico , energetico, cerebrale, e spirituale,
portando armonia, rigenerazione, rilassamento profondo, e riequilibrio,delle onde cerebrale, ed emisferi , lasciando
una profonda pace e connessione con il sè superiore.Amare significa rinascere nel suono nell onda dell amaca .Sentire le onde del tonale tranquillità lavare su di voi, sciogliendo le vostre barriere alla pace, permettendo che la vostra luce di purezza a risplendere; levitus, lenitiva, calmante, guarigione e riconessione al vostro sè superiore e ritorno all ‘integrità e santità totale . Recuperare il vostro diritto di nascita coccolati dai suoni del dott. Valbonesi e dalle onde delle forme dell’ amaca ….
Durante il seminario DI MASSAGGIO SONORO IN AMACA VALBONESI
verranno insegnate, tecniche semplici, di come utilizzare
le campane Tibetane sull amaca sia a distanza, vicino al corpo e sul corpo.
L’importanza dell’auto-trattamento , della meditazione in amaca con mantra ,
trattamento di coppia sopra e sotto a panino, e di gruppo di 7 amache.
Saper usare le campane con attenzione e presenza al fine di favorire il Rilassamento, è la base fondamentale
della formazione.
I benefici del suono in amaca sono sinergici poichè il suono va oltre la velocità dell aria 540 km secondo
ALLA FINE DEL CORSO SARA RILASCIATO UN’ATTESTATO DI FREQUENZA: ” MASSAGGIO in amaca con campane tibetane”
costo
del primo livello 199 (incluso di dispense e attestato)
CONDUCE: Dott. enrico Valbonesi
inf corso cell: 3294167403
LA212P-CG COUNSELOR VALBONESI ENRICO
LA060S-OP OPERATORE OLISTICO VALBONEsi
http://www.siafitalia.it/cerca-gli-iscritti-a-siaf-italia/ CERCA VALBONESI
Professionista ai sensi della Legge n.4/2013
Luoghi del Seminario:
festival dell oriente 2017
corsi in fieraTorino:17-18-19- e 24-25-26 marzo (Lingotto Fiere via nizza 20 )
Roma:21-22-23-24-25-28-29-30 aprile 1-5-6-7 maggio 2017(Nuova Fiera di Roma)
Napoli:15-16-17-22-23-24 settembre 2017(Mostra d’oltre mare)
Perugia:20-21-22 ottobre2017 (Umbria Fiere)
Carrara:27-28-29-30-31 ottobre 1 novembre 2017(Carrara Fiere)
Padova:1-2-3-8-9-10-15-16-17 dicembre 2017 (Padova Fiere)
Orario del seminario:
ogni week end del 2017
Dalle ore 10:00 alle ore 23.00
ci piacerebbe a questo punto trovare una forza che paralizza tutto il prossimo futuro..: La pazza corsa ai droni e ai robot gestalt è innanzitutto il più grande affare della storia del complesso militare-industriale e finanziario transnazionale. ma come con la Gestalt
Il verbo gestalten significa “mettere in forma” o “dare una struttura significante” e il suo risultato, la Gestalt appunto, è dunque una forma strutturata, completa e dotata di un senso.
La Gestalt sottolinea che il tutto è differente dalla somma delle sue parti e perciò la terapia della Gestalt assume che per comprendere un comportamento è importante, oltre che analizzarlo, averne una visione di sintesi, ovvero cercare di percepirlo nell’insieme del contesto globale (visione olistica).
Le ricerche della psicologia della Gestalt in particolare, dimostrarono che ogni individuo è costantemente bombardato da una serie di stimoli, ma il sistema percettivo seleziona solo alcuni di essi e li organizza in strutture significative, o Gestalt.
In termini psicologici questo significa che, come individui, percepiamo noi stessi e il mondo come il risultato di un insieme di stimoli selezionati dal nostro sistema percettivo. Il sistema percettivo costruisce una figura definita rispetto ad uno sfondo indifferenziato. Quindi gli stimoli non vengono percepiti in modo disgiunto gli uni dagli altri, ma vengono organizzati in modo da rispondere al bisogno di costruire significati basati sull’esperienza percettiva dell’ambiente.
L’osservazione fenomenologica deve astenersi dall’interpretare i significati dei singoli elementi, preferendo una descrizione accurata dell’insieme nella sua forma complessiva (la “Gestalt” del sistema, appunto). Il significato che emergerà al termine dell’osservazione risulterà essere ben più preciso e profondo della semplice somma delle analisi delle singole parti del sistema. Questo, in breve, è il legame tra la terapia della Gestalt, la teoria del campo e le correnti filosofiche esistenziali e fenomenologiche europee del secolo scorso.
Fritz Perls sviluppò questo principio ed ebbe il merito di applicarlo alla terapia, nei termini in cui il paziente ha bisogno di sperimentare l’ambiente per costruire i suoi significati; la terapia consiste quindi nell’analisi della struttura interna dell’esperienza reale – come funziona il mio sistema percettivo – al fine di accrescere la consapevolezza di questo processo – sono consapevole di “vedere il mondo” in un certo modo.
Nel testo che segna l’esordio della psicoterapia della Gestalt troviamo scritto:
” …operando sull’unità e sulla mancanza di unità di questa struttura dell’esperienza qui e ora, ci sarà possibile ricostruire i rapporti dinamici tra figura e sfondo, fino a quando il contatto non diverrà più intenso, la consapevolezza più luminosa e il comportamento più energico. La cosa più importante da stabilire è il fatto che una Gestalt forte è essa stessa la cura del momento e che la figura del contatto non è segno dell’esperienza, bensì essa stessa l’integrazione dell’esperienza”.
Principi[modifica | modifica wikitesto] Detto questo, è possibile enucleare alcuni dei principi fondamentali della terapia della Gestalt:
L’individuo e l’ambiente rappresentano un unico ecosistema interagente, che si autoregola e cresce in funzione di ogni elemento che ne fa parte; il disagio psicologico assume perciò un significato di adattamento creativo in risposta all’ambiente in cui si è sviluppato nel passato, ma che può non aver più la stessa utilità nella situazione presente.
L’approccio gestaltico considera importante l’intera esperienza di vita di una persona: fisica, psicologica, intellettuale, emotiva, relazionale e spirituale.
La terapia della Gestalt si occupa soprattutto di osservare e verificare la consapevolezza del processo dei pensieri, sentimenti e azioni di un individuo, prestando maggiore attenzione al “cosa” e al “come”, piuttosto che al “perché” di un’azione o di un comportamento. La consapevolezza del come qualcosa avviene, infatti, conduce più facilmente alla possibilità di compiere un cambiamento genuino e responsabile.
La relazione terapeutica rappresenta il laboratorio di ricerca ideale in cui un cliente può scoprire, osservare e integrare alcuni aspetti della sua personalità, sulla base dell’esperienza diretta con il terapeuta per il quale è più importante l’esperienza di un comportamento che l’interpretazione di questo.
La personalità secondo Perls
Perls esplora il rapporto tra il sé ed il mondo: i confini dell’io vanno negoziati perché c’è qualcosa all’esterno di cui abbiamo bisogno. Il processo attraverso il quale faccio passare qualcosa attraverso i confini dell’io si chiama contatto. Fare contatto richiede un dispendio di energia. Perls riteneva che appena una situazione è chiusa, siamo aperti per la successiva situazione che si presenti come una figura che emerge da uno sfondo; secondo lui la nevrosi è frutto di un numero ripetuto di situazioni incompiute, di Gestalt incompiute.
Perls – che in origine ebbe una formazione freudiana – riteneva che la personalità avesse più strati.
Strato dei cliché: è lo strato più esterno, una piccola parte del sé genuino che viene impiegata per fare domande su persone senza un interesse reale.
Strato dell’impersonificazione dei ruoli appresi: la rappresentazione del ruolo diventa automatica e serve a mascherare il sé genuino, ad es. padre o madre, professore o studente.
Strato dell’impasse: a questo livello si sperimenta un senso di vuoto o nullità.
Strato implosivo-esplosivo: la persona è consapevole delle proprie emozioni che esprime verso l’esterno e verso l’interno.
Personalità genuina spogliata di tutti i modi di esistere appresi nel mondo.
Con la consapevolezza completa si diventa coscienti dell’autoregolazione dell’organismo. Perls riteneva importante la differenza tra la realizzazione del sé e la realizzazione dell’immagine del sé, la protezione dell’immagine attraverso ruoli, implica che non si ha diritto di esistere così come si è.
Essere nel mondo[modifica | modifica wikitesto] Perls divideva le persone in tre grandi categorie riguardo al loro modo di essere:
Devisti: vivono in base a regole e regolamenti imposti. Il loro comportamento è stabilito dal confronto con regole e regolamenti imposti. Come si dovrebbe e non dovrebbe essere.
Circaisti: tra questi si trovano gli intellettuali, quelli che preferiscono pensare piuttosto che fare, persone prese dal passato e dal futuro.
Esistenzialisti: persone che si accettano così come sono.
Nel panorama degli attuali orientamenti in psicoterapia, l’approccio della Gestalt rappresenta un indirizzo
che si è consolidato progressivamente negli ultimi decenni sino a divenire uno dei modelli di intervento
ben rappresentati sul territorio nazionale, sia per la ricchezza e coerenza interna del modello
epistemologico di riferimento, sia per l’efficacia ed attualità del modello di intervento nel lavoro clinico
sull’ individuo e sui gruppi.
Alla diffusione del modello clinico-applicativo, che in Italia data oltre un trentennio, è andato
affiancandosi un progressivo consolidamento di iniziative di formazione professionale che ad oggi si
esprimono in una decina di istituti di formazione che operano sul territorio nazionale.
Tali iniziative risultano per la maggior parte collegate ad associazioni professionali o ad autorevoli
rappresentanti della disciplina che svolgono la loro attività in paesi dove la Terapia della Gestalt si è
originariamente sviluppata, in particolare negli Stati Uniti d’America dove sono presenti tre principali
orientamenti: la Scuola della East Coast (l’Istituto di New York, che raccoglie l’eredità di Laura Polsner
Perls, Isadore Fromm, Paul Goodmann), la Scuola della West Coast (che raccoglie l’orientamento dell’
ultimo periodo di Fritz Perls e di suoi collaboratori quali Jim Simkin, Claudio Naranjo, Gary Yontef,
Abraham Lewitzky) e la Scuola di Cleveland (rappresentata da Joseph Zinker, Erving e Miriam Polster).
Sotto l’influsso dei rappresentanti delle scuole statunitensi, anche l’Europa ha assistito ad un progressivo
espandersi ed approfondirsi del modello gestaltico ed annovera, allo stato attuale, una ricca
distribuzione di iniziative qualificate di realtà associative e di formazione professionale in InghIlterra,
Francia, Germania, Spagna, Svizzera, Svezia, Belgio, Olanda, solo per menzionare i riferimenti più
consistenti.
Nella realtà italiana la Psicoterapia della Gestalt si esprime a livello associativo nella Federazione
Italiana delle Scuole e Istituti di Gestalt (FISIG), di cui ilo CSTG è stato socio co-fondatore, che si è
costituita nell’aprIle 1989 allo scopo – come recita l’art. 4 del suo statuto – di “favorire l’evoluzione della
teoria e delle tecniche di intervento della Gestalt in ambito nazionale ed internazionale. A tal fine
promuove attività di ricerca, sperimentazione e divulgazione per sensibIlizzare ai principi della pratica
gestaltica, agevolare e tutelare la diffusione corretta di tale metodo”.
Scopo precipuo della Federazione stessa è quello di stabIlire i criteri di tutela degli standards quantiqualitativi
delle attività formative, come è specificato all’art. 1 del suo regolamento: “La FISIG ha, inoltre,
Il compito di garantire la corretta definizione ed attuazione, da parte delle Scuole ed Istituti Federati, dei
programmi di formazione professionale alla pratica psicoterapeutica, alla docenza ed alla supervisione
didattica e professionale”.
Il CSTG è sorto a seguito di un periodo di confronto e collaborazione su temi inerenti la psicoterapia
della Gestalt da professionisti che da tempo erano impegnati in programmi di formazione nella stessa
disciplina, o in altri indirizzi della psicoterapia e delle scienze umanistiche.
Rispetto al quadro teorico di riferimento, il CSTG deriva il suo impianto teorico-formativo dalle correnti
della psicologia e della psicoterapia che si rifanno a: Psicoanalisi freudiana, Psicologia analitica,
Psicologia della Forma, Teoria del Campo, Fenomenologia, Esistenzialismo ed Antropoanalisi,
Psicologia Umanistica, Carattroanalisi, psicologia archetipica e Semantica Generale.
Più in particolare, le acquisizioni della psicologia generale che rappresentano il bagaglio teorico adottato
dal CSTG sono rappresentate da:
– I postulati della Psicoanalisi freudiana integrati o modificati dalla impostazione di Perls relativa alla:
centralità dell’attitudine appetitiva, come modello dell’interscambio tra l’individuo e l’ambiente, nei
confronti della pulsione libidica; priorità per il lavoro esperienziale, più che interpretativo; attenzione per il
“modo di essere nel mondo” nel qui ed ora, come via privilegiata di accesso all’indagine anamnestica;
– la Psicologia della forma: globalismo percettivo, rapporto figura/sfondo, tendenza a completare le parti
mancanti della figura
– la Teoria del Campo di K. Lewin
– la autoregolazione organismica di K. Goldstein
– la Teoria dei sistemi Von Berthalanfy
– la Psicologia evolutiva nei suoi diversi aspetti: psicoaffettivo (Freud, Mahler, Stern e Jung per quanto
riguarda il processo di individuazione, J. Bowlby e J. Winicott per quanto riguarda la formazione dei
legami affettivi), cognitivo (J. Piaget) e della socializazione (K. Danziger)
– la teoria delle relazioni d’oggetto di Modell e Guntrip
– la Psicologia dell’Io (A. Freud e H. Hartmann)
Su tale background teorico di riferimento si innestano elementi caratterizzanti l’orientamento teorico
specifico adottato dal CSTG che tengono conto in particolare di:
– modello sistemico nello studio e nel lavoro clinico relativo alla coppia, alla famiglia e alle comunità. Tale
impostazione rappresenta una prerogativa particolarmente sviluppata dal CSTG nel lavoro con pazienti
schizofrenici, tossicodipendenti o adolescenti allorchè il lavoro sul sistema e sul contesto risulta di
imprescindibile importanza. Tale impostazione trova un coerente quadro di riferimento nell’assunto
fondamentale dell’interazione individuo/ambiente quale modello fondamentale di riferimento dell’ottica
gestaltica. A riprova di tale orientamento sta la formazione nell’ottica relazionale conseguita da buona
parte dei didatti del Centro
– lavoro sul corpo secondo un’impostazione che si rifà prioritariamente a Wilhelm Reich, di cui Perls fu
paziente e allievo, in particolare in reazione al lavoro sui blocchi emozionali, sulla corazza muscolare,
sulle strutture caratteriali, sulle corrispondenze tra conflitto psichico e linguaggio del corpo in generale. A
riprova di tale orientamento sta la formazione approcci psicocorporei conseguita da buona parte dei
didatti del Centro (Zerbetto nella Caratteroanalisi reichiana, Giuseppe De Felice nella Bioenergetica,
Valter Mader nello Siatzu e nel Bodywork integrativo)
– antropoanalisi binswangheriana attraverso una piena valorizzazione dei contenuti dell’impostazione
fenomenologico-esistenziale sia per quanto concerne il modello teorico di riferimento che quello clinico
applicativo;
– processo creativo, nell’accezione di J. Zinker, per il quale si sottolinea l’imprescindibile aspetto creativo,
inventivo, innovativo sia nell’operare in psicoterapia che nella comune accezione di adattamento creativo
alle sempre diverse condizioni dell’interazione Io/mondo.
– lavoro sulla consapevolezza nei suoi diversi livelli, sensoriale-corporeo, emozionale, immaginativo,
cognitivo e relazionale, attraverso la ricerca di ambiti integrativi di approfondimento con pratiche di
diversa derivazione;
– approfondimento del lavoro sui “processi primari” in collegamento con la tradizione collegata ala Dasein
analisi e alla componente fenomenologico-esistenziale nella prospettiva del filosofo Van Dusen.
– approfondimento sulle componenti teorico-epistemologiche collegate al tema della “libido” in Sigmund
Freud con elaborazioni successive in ambito junghiano e ferencziano. Tali collegamenti si arricchiscono
di apporti collegati ai testi platonici sui dialoghi sull’Eros e alle altre componenti della dialettica amorsa,
come agape e philia. Sul tema sono state avviate delle Conferenze mensili sul tema “Dialoghi
sull’amore” inaugurati da Umberto Galimberti e che prevedono una alternanza di relatori su temi di
carattere psicologico, filosofico e letterario.
– polisemia del linguaggio e collegamenti con ambiti di carattere semiologico attraverso la attiva
partecipazione alla Associazione Simbolo, Conoscenza e Società collegata al Dipartimento di Lettere e
di Semiotica dell’Università di Siena. Sul tema “mito e psiche” verrà promosso a settembre una Giornata
su “Arianna, dalla vicenda mitica alla sindrome clinica”.
– il tema del mito (con particolare a quello greco) con integrazioni del concetto di gestalt (intesa come
fattore significante di un insieme di elementi in possibile connessione reciproca) con quella di archetipo
(in senso junghiano-hillmaniano) e di complesso (in senso freudiano).
– collegamento tra il lavoro di drammatizzazione gestaltica e la drammaterapia con particolare
riferimento all’uso del testo collegato alla tragedia attica come elemento di evocazione di significato e di
vissuto grazie al fenomeno della identificazione proiettiva con il mitema come rivisitazione in chiave
psicologica moderna del fenomeno della mimesi (con riferimento alla poetica di Aristotele)
– area clinica del gioco d’azzardo patologico come nuova forma di dipendenza. In tale prospettiva è stata
avviato, grazie ad un finanziamento della Regione Toscana, il progetto “Orthos”, un programma di
recupero per giocatori problematici in ambito residenziale breve sotto a direzione scientifica del dr.
Zerbetto e con il coinvolgimento di ex-allievi della Scuola. Il progetto è giunto al suo quinto anno dis
sperimentazione con l’avevnuto trattamento di 156 utenti. Il programma di ricerca viene coordinato dal
prof. Vincenzo Caretti dell’Università di Palermo.
– aree cliniche e di ricerca sui disturbi alimentari psicogeni (che si configurano in Moduli sul tema di
“Corpo e immagine” giunti alla terza edizione), i disturbi psicodermatologici e collegati a sindromi
ansiose e attacchi di panico.
– ricerca sulla dinamica della creatività con particolare riferimento al processo morfogenetico ed ai suoi
blocchi.
– elaborazione concettuale dei presupposti epistemologici e metodologici della Gestalt terapia applicata
con una elaborazione di un modello di intervento sul tema del counseling e della psicologia scolastica.
– teoria del self e del duplice contatto attraverso lo sviluppo di quanto sintetizzato nel paragrafo
precedente nell’ottica di una coerente impostazione che lega il contatto con il “mondo interno” a quello
con il “mondo esterno” nella prospettiva dell’impostazione gestaltica relativa al rapporto
individuo/ambiente, alla teoria del campo e quello di autoregolazione organismica. Su questo tema viene
presentata una rivisitazione innovativa e sistematica sulle funzioni/disfunzioni del self a cui si rimanda
nella sezione che segue unitamente all’approfondimento degli aspetti filosofici, epistemologici e
metodologici si rimanda alla sezione che segue.
Definizione sintetica
Gestaltico
Presentazione del corso
Denominazione
Corso di counseling ad orientamento gestaltico
Obiettivi
Il corso si propone di sviluppare:
• le capacità relazionali, di ascolto e di comunicazione, attraverso le quali instaurare una relazione
d’aiuto o di sostegno professionale;
• la capacità di gesti re il disagio esistenziale, emotivo o interpersonale;
• la consapevolezza sensoriale, emozionale, cogniti va e di relazione;
• il contatto, la crescita e l’espressività del sé autentico.
Metodologia d’insegnamento
Sarà applicata la metodologia teorico-esperienziale gestaltica, che consiste in un metodo di
insegnamento attivo, con approfondimento sulle capacità di ascolto e di comunicazione intersoggettiva
ed elaborazione dei nuclei conflittuali irrisolti attraverso il lavoro personale.
La narrazione nel counseling
Triadi e supervisione: attenzione al linguaggio non verbale, sguardo, respiro e
Prossemica
Principi di teoria della comunicazione
Principi generali di Counseling e differenze nei confronti della o
La relazione individuo/ambiente e l’autoregolazione organismica
La relazione individuo/ambiente e l’autoregolazione organismica
Sensory awareness e continuum di consapevolezza
La teoria del sé nella gestalt: il contatto e le sue disfunzioni
La teoria del sé nella gestalt: il contatto e le sue disfunzioni
Le fasi del counseling
La psicologia degli enneatipi
La psicologia degli enneatipi
Triadi e supervisione: intornismo, attraversamento e dinamica figura/sfondo
Triadi e supervisione: a che punto siamo
Giornata sulla ricerca
Programma secondo anno
Verifiche e prospettive del corso
Elementi transferali e relazione intersoggettiva
Continuum di consapevolezza
Triadi e supervisione: Horror vacui e vuoto fertile
Stati dell’Io in Analisi transazionale
I meccanismi di difesa e i blocchi energetici del corpo
Triadi e supervisione: rispecchiamento e contagio emozionale
Triadi e supervisione: La ristrutturazione cognitiva
Molteplicità del Sè in Gestalt
Il lavoro sulle figure genitoriali
Mitopoiesi e archetipi
Triadi e supervisione:Catarsi ed emotional release
Meditazione e postura meditativa nel counseling
Triadi e supervisione: Tecniche espressive e repressive
Programma terzo anno
Segno Simbolo e Sintomo
Triadi e supervisione: La relazione “io tu” e la dinamica intersoggettiva
Counseling aziendale
Triadi e supervisione:La qualità della presenza
Il corpo nel conflitto
Triadi e supervisione: Realtà fantasia e spazio transizionale
Il processo morfogenetico e dinamica delle gestalt
Distacco e perdita
Triadi e supervisione: La riappropriazione delle parti del Sé
Le vicissitudini della libido
Bodywork
Le vicissitudini della libido tra Eros
Triadi e supervisione: Tra autoaccetazione e tensione al cambiamento
La dimensione esperienziale e la gestalt come stile di vita


UTILISSIMI SONO I CREDITI FORMATIVI CHE LA SCUOLA VALBONESI RILASCIA
CONVERSIONE ECP IN ECM
CONVERSIONE ECP IN ECM
L’ECM è il processo attraverso il quale il professionista della salute si mantiene aggiornato per rispondere ai bisogni dei pazienti, alle esigenze del Servizio sanitario e al proprio sviluppo professionale.
La formazione continua in medicina comprende l’acquisizione di nuove conoscenze, abilità e attitudini utili a una pratica competente ed esperta.
I professionisti sanitari hanno l’obbligo deontologico di mettere in pratica le nuove conoscenze e competenze per offrire un’assistenza qualitativamente utile. Prendersi, quindi, cura dei propri pazienti con competenze aggiornate, senza conflitti di interesse, in modo da poter essere un buon professionista della sanità.
Dal 27 Marzo 2015 è stato siglato un importante accordo tra SIAF Provider e un Provider Standard ECM che consente di convertire l’inserimento dei corsi ECP in ECM. Le persone interessate al doppio riconoscimento dovranno effettuare un pagamento di 70 euro per i diritti di segreteria dei Provider ECM-ECP http://www.siafitalia.it/iscrizione-soci/pagamento/ . A seconda del luogo di svolgimento del corso cambiano i tempi di inserimento :
PER ACCREDITAMENTI DI CORSI IN REGIONE LOMBARDIA: l’inserimento deve essere fatto entro 30 giorni dalla data d’inizio;
PER ACCREDITAMENTI DI CORSI SU TERRITORIO NAZIONALE: l’inserimento deve essere fatto entro 40 giorni dalla data d’inizio quindi devo avere il materiale almeno 35 giorni prima.
La tassa ministeriale dovrà essere corrisposta esclusivamente qualora almeno un partecipante al corso richieda l’attestazione ECM (l’importo varia in base al numero dei partecipanti).
Qui di seguito riportiamo l’elenco dei documenti necessari per la richiesta del doppio riconoscimento ECP-ECM:
TITOLO DELL’EVENTO
SEDE (location, indirizzo, comune, provincia)
PRESENTAZIONE (breve introduzione al corso e alle tematiche in generale)
OBIETTIVI (specificare gli obiettivi dell’attività proposta)
METODOLOGIA DIDATTICA (indicare se si tratta di lezioni magistrali, se si faranno lavori di gruppo, discussioni etc)
CATEGORIE PROFESSIONALI (specificare se il corso è rivolto a una categoria in particolare o se aprirlo a tutte le professioni. N.b.: Se si decide di accreditare ad esempio solo infermieri nel caso poi siano presenti anche biologi questi ultimi non potranno avere i crediti)
NUMERO PARTECIPANTI (specificare il numero di partecipanti previsto)
RESPONSABILE SCIENTIFICO E DOCENTI (per ogni docente occorre il curriculum formato europeo firmato e aggiornato e codice fiscale)
PROGRAMMA (specifica della giornata/e con orari e contenuti e relatore)
Compila il Form per la richiesta di Rilascio ECP del tuo Evento:
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Bibliografia del corso Materie aspecifiche Psicologia
generale a) HARTMANN-KOTTEK (2008): Gestalttherapie Berlin: Springer (trad.
Terapia della Gestalt. Comprende vari aspetti della psicologia) b) Funke, J. /
Frensch P. A. (Hg.) (2006): Handbuch der Allgemeinen Psychologie: Göttingen:
Hoegrefe (trad. Manuale di Psicologia generale) c) MYERS, D. G. (2008):
Psychologie. Berlin: Springer (trad. Psicologia) d) ZIMBARDO, P./GERRIG, R. (2008):
Psychologie. München: Paerson Studium (trad. Psicologia) Psicologia Sociale a)
MARMET, O. (2010): Ich und Du und so weiter. Kleine Einführung in die
Sozialpsychologie. Weinheim: Beltz (trad.. Io e Tu ecc. Psicologia sociale -
un’introduzione) b) FORGAS, J.P. (Soziale Interaktion und Kommunikation. Eine
Einführung in die Sozialpsychologie. Weinheim: Beltz (trad. interazione sociale
e comunicazione. Un' introduzione alla psicologia sociale) c) GOLLWITZER, M. /
SCHMITT, M. (2009): Sozialpsychologie kompakt. Weinheim: Beltz (trad.
Psicologia sociale spiegata “compatta”) Psicologia dello Sviluppo a) OAKLANDER,
V. (2007): Gestalttherapie mit Kindern und Jugendlichen. Stuttgart:
Klett-Cotta. (Terapia della Gestalt con bambini ed adoloscenti) b) CARROLL, F.
(1999): Entwicklungspsychologie der Kindheit in der Gestalttherapie. In: R.
Fuhr u.a. (Hg.), Handbuch der Gestalttherapie. Göttingen: Hogrefe, 563–571
(trad. Psicologia dello sviluppo nella terapia della Gestalt) c) OAKLANDER, V.
/HÖHR, H. / KIERDORF, T. (2009): Verborgene Schätze heben. Wege in in die innere Welt von Kindern und
Jugendlichen.
Stuttgart: Klett-Cotta (Vie nel mondo interiore di
bambini…) d) FUHR, R. (1999): Ansätze einer Entwicklungstheorie für die
Gestalttherapie. In: R. Fuhr u.a. (Hg.), Handbuch der Gestalttherapie.
Göttingen: Hogrefe, 575–589 (trad. Approccio ad una teoria dello sviluppo per
la terapia della Gestalt) e) STRAUß, B. / STRAUß S., (2007): Die
Bindungstheorie und ihre Relevanz für die Psychotherapie. In: Psychotherapeut
(42/1997), 1–16; e inoltre: Die Bindungstheorie und ihre Relevanz für die
Psychotherapie Ten jears later. In: Psychotherapeut (52/2007), 405–425 f)
KEGAN, R. (1994): Die Entwicklungsstufen des Selbst. Kindt g) BOWLBY, J (2010): Bindung als sichere
Basis. Grundlagen und Anwendung der Bindungstheorie. (ingl. A secure Base).
München: Reinhardt Psicologia Dinamica a) MENTZS, S. (2010): Lehrbuch der
Psychodynamik. Die Funktion der Dysfunktionalität psychischer Störungen.
Vandenhoeck & Ruprecht (trad. manuale della psicodinamica) b) REIMER, C. /
RÜGER, U. (2006): Psychodynamische Psychotherapien. Lehrbuch der
tiefenpsychologisch fundierten Psychotherapien. Wien: Springer (trad.
Pscicoterapie psicodinamiche) c) HUTTERER-KRISCH, R. (2007): Grundriss für
Psychotherapieethik, Praxisrelevanz, Behandlungsfehler und Wirksamkeit. Wien:
Springer (trad. Fondamenti ...) d) RUDOLF, G. (2009): Leitfaden zur
psychodynamischen Therapie struktureller Störungen. München: Schattauer trad.
manuale per una terapia psicodinamica) e) RIEMANN, F. (1992): Grundformen der
Angst. München: Pfeiffer f) HORNEY, K. (1980): Neurose und menschliches
Wachstum. München (ital.
Nevrosi e sviluppo) g) REICH, W. (1989):
Charakteranalyse (ital. Analisi del carattere) Psicologia dei Gruppi a)
BERNSTÄDT, J./ HAHN, ST. (2010): Gestalttherapie mit Gruppen. Bergisch
Gladbach: EHP (trad. Terapia della Gestalt in Gruppi) b) SCHULTHESS, P. (2010):
Gestalttherapeutische Gruppentherapie. In: Tschuschke (Hg.):
Gruppenpsychotherapie. Stuttgart: Thieme (trad. Terapia dei Gruppi ad
orientamento gestaltico) c) YALOM, I.D. (1996): Theorie und Praxis der
Gruppenpsychotherapie. Stuttgart: Clett Kotta (trad. Teoria e pratica della
psicoterapia dei Gruppi) d) KEPNER, E. (1983) : Der Gestaltgruppenprozess. In:
Ronall u. Feder, Gestaltgruppen. Stuttgart: Clett-Kotta 19 – 44 (trad. Il
processo di gruppo nella terapia della Gestalt) e) FEDER, B. (1983): Sicherheit
und Gefahr in der Gestaltgruppe. In: Ronall u. Feder, Gestaltgruppen.
Stuttgart: Clett-Kotta, 64 – 81 (trad. Sicurezza e pericolo nei gruppi ad
orientamento gestaltico) f) BOLEN, I. (2004): Gruppendynamik. In: M. Hochgerner
u.a. (Hg.), Gestalttherapie. Wien: Facultas, 253–274 (trad. dinamica di gruppo)
Teoria e Tecniche della Comunicazione a) RICHTER, K.F. (2009): Coaching als kreativer
Prozess. Werkbuch für Coaching
und Supervision mit Gestalt und System: Göttingen: Vandenhoeck & Ruprecht
(Coaching come processo creativo) b) STAEMMLER, F.M. (1999):
Gestalttherapeutische Methoden und Techniken. In: R. Fuhr u.a. (Hg.), Handbuch
der Gestalttherapie. Göttingen: Hogrefe, 207–239 (Metodi e tecniche della
Terapia della Gestalt) c) JOYCE, P. / SILLS, C: Skills in gestalt Counseling
and psychotheapy: London: Sage Materie specifiche Elementi di Counseling
(fondamenti) a) RAHM, D. (1995): Gestaltberatung. Grundlagen und Praxis
integrativer Beratungstätigkeit. Paderborn: Junfermann (trad.
Gestalt-Counseling.
Fondamenti e pratica del Counseling ad orientamento
gestaltico) b) CLARKSON, P. (1999): Gestalt-Counseling. Per una consulenza
psicologica proattiva nella relazione d’aiuto. Roma: Sovera (ingl. Gestalt Counseling in Action) c)
YONTEF, G. M. (1999b): Gestalttherapie als dialogische Methode.
In: E.
Doubrawa u.a. (Hg.), Heilende Beziehung. Dialogische Gestalttherapie.
Wuppertal: Hammer, 24–52 (trad. L’approccio della Gestalt come dialogo) d)
POLSTER, E. / POLSTER, M. (1986): Terapia della Gestalt integrata. Profili di
teoria e pratica. Giuffrè f) FUHR, R. / GREMMLER-FUHR, M. (1991): Dialogische
Beratung. Person, Beziehung, Ganzheit. KÖLN: EHP (trad. Counseling dialogico.
Persona, relazione, olismo) g) May, R. (1991): L’arte del Counseling. Il
consiglio, la guida, la supervisione. Roma: Astrolabio Storia del Counseling a)
RAHM, E. (1999): La storia del counseling: In: AA.VV. Integrazione nelle psicoterapie
e nel counseling. Roma: E.S.A
b) STAEMMLER, F.-M. (2009): Was ist eigentlich Gestalttherapie? Eine Einführung
für Neugierige. Hg. Deutsche Vereinigung für Gestalttherapie. Bergisch
Gladbach: EHP (ital.
Che cos’ è la Gestalt?. Editore è la DVG) c) CAPELLETTI,
C./STRANIERI, S. (2007): Storia ed epistemologia del counseling, Roma: Il
Veltro d) HARTMANN-KOTTEK, L. (2004): Geschichte der Gestalt. In:
Gestalttherapie. Berlin: Springer, 42–52 (ital. Storia della Gestalt) Etica e
Deontologia Professionale a) Codice deontologico dell’ AssoCounseling b)
Gremmler-Fuhr, M. (1999): Die ethische Dimension in der Gestalttherapie. In: R.
Fuhr u.a. (Hg.), Handbuch der Gestalttherapie. Göttingen: Hogrefe, 545–562.
(ital. la dimensione etica nella terapia della Gestalt) c) Ethische Richtlinien
der Deutschen Vereinigung für Gestalttherapie (ital. Codice deontologico della
Deutsche Vereinigung für Gestalttherapie Ass. della Terapia della Gestalt -
Germania) d) Wheeler, G. (1992): Etics: A Gestalt Perspective. In: E. Nevis, Gestalt Therapy.
Perspectives and Applications. New York: Gardner Press e) PORTELE, G. H.
(1992): Psychotherapie ist keine “Ausübung von Heilkunde”, sondern …
In:
G. H. Portele, Der Mensch ist kein Wägelchen. Gestaltpsychologie –
Gestalttherapie – Selbstorganisation – Konstruktivismus. Köln: EHP, 203 – 213
(La psicoterapia non è “l’esercizio della scienza medica”, bensì…)
Consapevolezza, Awareness, processi corporei a) KEPNER, J. I. (1989):
Körperprozesse. Ein gestalttherapeutischer Ansatz. Köln: EHP (ed. ital. Body
Process. Il lavoro con il corpo in psicoterapia. Franco Angeli) b) KEPNER, J. I. (2002):
Erfahrungsfelder und die Erschaffung eines verkörperten Feldes. Überarbeitete
Fassung des Vortrags anlässlich der DVG-Tagung in Bad Kissingen. In: Gestalttherapie
16 (2/2002), 31–61 (trad. Creare un “embodied field”) c) KRAUSS-KOGAN, W.
(2006a): Der Körper als Stütze (self-support) – Unterstützung (support) für den
Körper.
Die Rolle des Körpers in der Gestalttherapie. In:
Gestalttherapie 20 (1/2006), 6–17 (trad. “Il corpo come supporto – supporto del
Sé) d) BAUER, H. (2006): Wie die Seele im Körper wohnt. Körperprozesse in der
gestalttherapeutischen Arbeit. In: Gestaltkritik 2/2006.
http://www.gestalt.de/bauer_gestalt-koerpertherapie.html (trad. Come l’anima
abita nel corpo. Processi corporei nella Gestalt) e) PERNTER, G. (2008):
Dualismus überwinden – Ganzheit fördern, 128–136 (trad. Superare il dualismo)
f) STEVENS, B. (2000): Gestalttherapie: Gestalt-Körperarbeit “Wie der Kreislauf
des Blues”: In: Gestaltkritik 2/2000.
http://www.gestalt.de/stevens_koerperarbeit.html (trad. Lavoro con il corpo
nella Gestalt) Metodologia II a) PERLS F. S. /HEFFERLINE, R. F./ GOODMAN, P.
(1992): Gestalttherapie. Wiederbelebung des Selbst. Stuttgart: Klett-Cotta.
(trad. La pratica della terapia della Gestalt) b) PERLS, F.S. (1993):
Gestalt-Therapie in Aktion. Stuttgart:
Klett-Cotta c) PERLS, F.S. (1992): Grundlagen der Gestalt-Therapie.
Einführung
und Sitzungsprotokolle. München: Pfeiffer d) ZINKER, J. (2002): Processi
creativi in psicoterapia della Gestalt. Milano: Franco Angeli e) STEVENS, J. (2006): Die Kunst der Wahrnehmung.
München: Gütersloher (inglese: Awareness: exploring, experimenting,
experiencing) f) RICHTER, K. F. (1997): Erzählweisen des Körpers. Kreative
Gestaltarbeit in Therapie, Beratung, Supervision und Gruppenarbeit.
Seelze-Velber: Kallmeyer (ital.
Lavoro creativo nell’ approccio della
Gestalt in terapia, counseling e supervisione) Metodologia I a) PERLS F. S.
/HEFFERLINE, R. F./ GOODMAN, P. (1997): La terapia della Gestalt. Eccitamento e
accrescimento nella personalità umana, Roma: Astrolabio b) FUHR, R. (1999):
Gestaltberatung. In: R. Fuhr
u.a. (Hg.), Handbuch der Gestalttherapie. Göttingen: Hogrefe, 1003–1024 (trad.
Counseling ad orientamento gestaltico) c) STAEMMLER, F.-M. (1999):
Gestalttherapeutische Methoden und Techniken.
In: R. Fuhr u.a. (Hg.),
Handbuch der Gestalttherapie. Göttingen: Hogrefe, 439–455 (trad. Metodi e
Tecniche della Terapia della Gestalt) d) FUHR, R. (1999): Praxisprinzipien:
Gestalttherapie als experientieller, existentieller und experimenteller Ansatz.
In: R. Fuhr u.a. (Hg.), Handbuch der Gestalttherapie. Göttingen: Hogrefe,
417–433 (trad. Prinicipi/Fondamenti dell’approccio del Gestalt-Counseling) e)
AMENDT-LYON, N./BOLEN, I./HÖLL, K. (2004): Konzepte der Gestalttherapie. In: M.
Hochgerner u.a. (Hg.), Gestalttherapie. Wien: Facultas, 101–124 (trad. concetti
della terapia della Gestalt) Gestalt Counseling nelle organizzazioni ed
istituzioni a) NEVIS, E. C. (1988): Organisationsberatung. Ein Gestalttherapeutischer Ansatz. Köln: EHP
(ingl. Organizational consulting: A Gestalt approach) b) FATZER, G. (1999): Der
Gestalt-Ansatz in der Organisationsentwicklung.
In: R. Fuhr u.a. (Hg.),
Handbuch der Gestalttherapie. Göttingen: Hogrefe, 1069–1076 (trad. L’approccio
della Gestalt nelle organizzazioni) c) LOOS, W. (1999): Gestaltkonzepte in der
Analyse von Organisationen. In: R. Fuhr u.a. (Hg.), Handbuch der
Gestalttherapie. Göttingen: Hogrefe, 1077–1090 (trad. Concetti della Gestalt
nell’analisi organizzativa) Dinamiche familiari a) MELNICK, J. / MARCH NEVIS,
S. (1999): Gestalt-Familientherapie. In: R. Fuhr u.a. (Hg.), Handbuch der
Gestalttherapie. Göttingen: Hogrefe, 937–952 (trad. Terapia famigliare della
Gestalt) b) MELNIK, J. / MARCH NEVIS, S. (1999): Initimität und Macht in
langjährigen Beziehungen: Systeme aus gestalttherapeutischer Sicht. Wuppertal:
Hammer, 273-288 (trad. Intimità e potere nel sistema coppia: il punto di vista
gestaltico) c) KAPLAN, N./ KAPLAN, M. (1999): Prozesse der Erfahrungs-Organisation
in Paar- und Familiensystemen. In:
G. Wheeler/S. Backman (Hg.), Gestalttheapie mit Paaren. Wuppertal: Hammer,
113-128 (trad.
L’organizzazione dell’esperienza nei sistemi coppia e
famiglia) Fondamenti dei processi di Counseling gestaltico a) NEVIS, E.C.
(1998): Über Präsenz. Der
Berater als Lernmodell. In: E.C. Nevis, Organisationsberatung. Ein
gestalttherapeutischer Ansatz.
Köln, EHP, 89–108 (trad. Il counselor
come modello d’insegnamento) b) MÜLLER, B. (1999): Ein kategoriales Modell
gestalttherapeutischer Diagnositi,. In: R. Fuhr u.a. (Hg.), Handbuch der
Gestalttherapie. Göttingen: Hogrefe, 647–672 (trad. Un modello categoriale per
la diagnosi ad orientamento gestaltico) c) SCHNEIDER, K. (1990): Abgrenzung des
Therapeuten. In: K. Schneider, Grenzerlebnisse. Zur Praxis der Gestalttherapie.
Köln: EHP, 233–245 (trad. Esperienze limite. Pratica della terapia della
Gestalt) d) RAHM, D. (1995): Wesentliche Elemente der Beratungsarbeit. In: Dies., Gestaltberatung.
Grundlagen und Praxis integrativer Beratungstätigkeit. Paderborn: Junfermann,
41–58 (trad. Elementi essenziali nel Counseling) e) FUHR, R. / GREMMLER-FUHR,
M. (1991): “Das dialogische Beratungskonzept” und “Die Gestaltung des Dialogs”.
In: Dies., Dialogische Beratung.
Köln: EHP, 109–164 (trad. Il concetto
dialogico nel Counseling) Approfondimento dei processi di Counseling gestaltico
a) DREITZEL, H. P. (2004): Gestalt und Prozess. Eine psychotherapeutische Diagnostik oder: Der
gesunde Mensch hat wenig Charakter.
Bergisch Gladbach: EHP (trad.
Processi di Gestalt. Diagnosi o l’uomo sano ha poco carattere) b)
HUTTERER-KRISCH, R. /AMENDT-LYON, N. ( 2004): Gestaltdiagnostik. In: M.
Hochgerner u.a. (Hg.), Gestalttherapie. Wien: Facultas, 153–175 (trad. Diagnosi
nell’approccio della Gestalt) c) STAEMMLER, F.-M. (1999): Verstehen und
Verändern – Dialogisch-prozessuale Diagnostik. In: R. Fuhr u.a. (Hg.), Handbuch
der Gestalttherapie. Göttingen: Hogrefe, 673–688 (trad. Capire e cambiare. Una
diagnosi processuale) Supervisione a) FENGLER, J. (1999): Gestalt-Supervision.
In: R. Fuhr u.a. (Hg.), Handbuch der Gestalttherapie. Göttingen: Hogrefe,
1025–1036 (trad. Supervisione ad orientamento gestaltico) b) ISENEGGER, U.
(1999): Gestalttherapeutische Teamsupervision – eine Fallstudie. In: R. Fuhr
u.a. (Hg.), Handbuch der Gestalttherapie. Göttingen: Hogrefe, 1037–1051 (trad.
Supervisione ad orientamento gestaltico di gruppi) c) BOECK, A. (2008):
Methodenintegrative Supervision. Ein Leitfaden für Ausbildung und Praxis.
Stuttgart: KlettCotta (trad. Supervisione integrativa nell’istruzione e nella
pratica del Counseling) e) RAHM, D. (1995): Supervision In: Dies.,
Gestaltberatung. Grundlagen und Praxis integrativer Beratungstätigkeit.
Paderborn: Junfermann, 337–348 (Trad. Supervisione) Programmi sintetici Materie
aspecifiche Psicologia generale L’indagine dei processi cognitivi: storia e
metodi. Lo sviluppo storico della psicologia; la psicologia come scienza;
psicologia della percezione; la psicologia della Gestalt e i ricercatori di
psicologia della Gestalt; psicologia dell’apprendimento. Il contenuto della
psicologia generale fa parte del programma didattico-teorico nei seguenti
moduli: mod. 1 (6 ore); n. 3 (3,5 ore); n. 5 (2 ore); n. 6 (4,5 ore).
Psicologia Sociale I contenuti di questa materia fanno parte della didattica
nei seguenti moduli: mod. n. 3 (4 ore); n. 11 (3 ore); n. 12 (3,5 ore); n. 13
(3,5 ore); n. 17 (2 ore). I contenuti: L’identità personale e sociale; la
costruzione della realtà; la teoria del campo; la categorizzazione sociale, gli
stereotipi e i pregiudizi; Il sé, l'interazione nei gruppi: il concetto di
interdipendenza, lo status e il ruolo, le norme di gruppo, il potere, la
leadership, le reti di comunicazione; il fenomeno di polarizzazione nelle
decisioni; i rapporti intergruppali; le strategie di presentazione di sé nelle
interazioni. La teoria del campo. Kurt Lewin e il contesto socioculturale. La
Gestalt che include la prospettiva dei sistemi nell’analisi dei problemi umani.
Psicologia dello Sviluppo Lo spazio didattico riservato a questa disciplina:
modulo n. 4 (ore 8); mod. n. 18 (8 ore). Vengono esaminati i fondamenti e i più
diffusi modelli concettuali della psicologia dello sviluppo e dell'età
evolutiva. Nello specifico: teoria del sé e sviluppo del sé; sviluppo e
dinamiche familiari; sviluppo nel ciclo di vita. I concetti fondamentali e le
tematiche principali inerenti la funzione dello sviluppo vengono trattati in
relazione al loro orizzonte teorico, storico ed empirico. Psicologia Dinamica
Il contenuto della psicologia dinamica fa parte del programma didattico-teorico
nei seguenti moduli: mod. n. 16 88 ore); n. 20 (1 ora); n. 22 (1 ora); e mod.
n. 26 (6 ore). Contenuti: dalla psicoanalisi alla terapia della Gestalt:
l’approccio gestaltico come revisione pscicoanalitica; psicodinamica dei processi
mentali; il concetto del “subconscio” nell’approccio della Gestalt; il
transfert, il controtransfert, i sogni, i meccanismi di difesa e in genere i
diversi modelli della mente; il dualismo mente-corpo. I moduli di supervisione
permettono inoltre di accostare teoria e pratica. Psicologia dei Gruppi La
psicologia dei Gruppi è il contenuto del modulo n. 15 “Gestalt e processi di
gruppo” (17 ore). I contenuti: la teoria del campo di Kurt Lewin. La dinamica
del gruppo secondo l’approccio della Gestalt.; applicazioni della terapia di
gruppo ad indirizzo gestaltico. In aggiunta al lavoro esperienziale in gruppo
gli allievi imparano in questo modulo a percepire il processo di gruppo come
tale. Vengono sensibilizzati alla dinamica di gruppo e ai modelli di interazione
e imparano in base alla propria esperienza di processo di gruppo ad affrontare
conflitti in modo costruttivo. Si occupano inoltre dei principi fondamentali
della dinamica di gruppo e apprendono diversi stili di intervento. Teoria e
Tecniche della Comunicazione Le teorie e le tecniche della comunicazione sono
il contenuto dei moduli n. 7 (22,5 ore) e 11 (9,5 ore), intitolati nel
programma dell'IGW “Teoria II / Basic Skills” e “Teoria III”. “Basic Skills”
serve per la formazione di competenze di base della Gestalt. Introdruzione ai
principi del Counseling ad orientamento gestaltico in una combinazione di
teoria e pratica. I principi della Gestalt come la coscienza del qui e ora e le
funzioni di percezione sono mediate attraverso specifici esercizi e elaborarti
in teoria. Materie specifiche Elementi di Counseling (fondamenti) Il contenuto
di questa materia viene trattata nel modulo n. 10 (5,5 ore) e modulo n. 11
(11,5 ore). L’approfondimento della teoria e della pratica del processo di
counseling. L’attenzione si concentra sull’esperienza diretta tra cliente e
counselor, basata sia sugli aspetti sostanziali dell’interazione sia sul
processo in generale. Questo viene trasmesso attraverso un apprendimento
empirico in (stretta) combinazione tra teoria e pratica. Già a partire dal
primo anno di formazione vengono approfonditi iconcetti noti della teoria della
Gestalt come il contatto, l’interruzione di contatto, ed il ciclo di contatto.
Inoltre gli allievi conosceranno i concetti della frustrazione, del sostegno e
del conforto. Storia del Counseling Il contenuto di questa materia, inserita
nei moduli n. 2 84 ore); n. 5 (3 ore); n. 8 (1 ora): Storia del counseling;
modelli e concetti dell’incontro d’aiuto nella storia (p.es. Lévinas, la
diversità; Socrate, “Tecne meautiché”; Dan BarOn, “l’altro in noi”); counseling
come professione per il terzo millennio; l’approccio della Gestalt nel contesto
sociale; origine nella tradizione umanistico-esistenziale della psicologia e le
correnti importanti. Etica e Deontologia Professionale Il contenuto di questa
materia viene insegnato nei seguenti moduli: modulo n. 4 (3 ore); n. 8 (3 ore),
mod. n. 10 (2 ore); n. 12 (2 ore); n. 14 (2 ore); n. 15 (1 ora), n. 17 (2 ore),
n. 18 (1 ora). La materia offre un quadro dei problemi etici e deontologici che
toccano oggi l'attività del counselor. Cenni storici, responsabilità per una
consulenza psicologica proattiva nella relazione d’aiuto; l'etica come la
ricerca di uno o più criteri che consentano all'individuo di gestire adeguatamente
la propria libertà nel rispetto degli altri; la responsabilità nel lavoro del
counseling; etica come cornice di riferimento; i vari codici deontologici (di
AssoCounseling, della DVG, della Carta svizzera) che rispondono alla crescente
domanda di riflessione sui problemi relativi alla dimensione deontologica entro
i quali si svolge la professione d’aiuto. L'etica si occupa anche della
determinazione di quello che può essere definito come il Senso dell'esistere
umano, il significato profondo etico-esistenziale, della vita dell'organismo e
dell’ ambiente che lo include. Altri temi da trattare: il contatto fisico –
considerazioni e valutazioni etiche nell’uso del toccare nel counseling;
differenti modi di toccare; problemi nell’uso del contatto corporeo; i confini
del Counselor; violazione dei confini del sé dovute ad abusi fisici, sessuali,
emotivi e narcisisti; il potere e l’abuso di potere nel counseling; autonomia,
spontaneità, libertà, autenticità ecc. come valori assoluti? Teoria I /
Formazione personale in Gruppo (parte esperienziale) Con l’esperienza personale
in gruppo gli allievi possono farsi un’idea della struttura della propria
psicodinamica e possono così affrontare i loro blocchi personali causati da
conflitti e da tipi d’interruzione di contatto. Sarà ampliata la capacità
d’empatia, la spontaneità, la flessibilità, le capacità di consapevolezza di sé
e la percezione più differenziata degli altri. Attraverso l’apprendimento
basato sull’esperienza vengono trasmessi i concetti fondamentali della Gestalt:
la tecnica del counseling, la percezione di sé, il principio del qui ed ora,
contatto e le sue funzioni, aggressione e assimilazione, le polarità, i
paradossi, il principio del dialogo, varie forme d’interruzione
dell’eccitazione, della paura, i limiti e le funzioni dell’ Io, le funzioni
dell’ Es, il contatto con i propri blocchi. Gli allievi hanno inoltre
l'opportunità di conoscere e apprendere lo sviluppo di esperimenti e il lavoro
con i sogni. Il training teoricoesperienziale promuove lo sviluppo personale e
quello tecnico professionale in quanto mobilita in modo vitale le risorse di
ogni partecipante. I contenuti teorici: Le origini della Gestalt; fonti
influssi specifici; fondamenti antropologici e il modello della personalità; la
Gestalt nel panorama attuale delle psicoterapie; la teoria del campo,
l’influsso di Reich, Rank, Horney, Buber, la psicologia della Gestalt,
fenomenologia, l’antropologia, il contributo di From, Laura Perls, Goodman; la
relazione individuo/ambiente; la teoria del sé, il contatto e le sue
disfunzioni; l’orientamento gestaltico come approccio esperienziale,
esistenziale e sperimentale; il concetto della consapevolezza. La definizione
dei concetti di salute e malattia nell'approccio della Gestalt. La teoria viene
inoltre affrontata integrando le conoscenze sulla terapia ed il counseling Nel
fare ciò si tiene conto sia dei risultati dell’attuale ricerca in psicoterapia
sia le conoscenze nelle materie fondamentali. Le tematiche proposte vengono
elaborate in gruppo con metodologie che permettono di utilizzare appieno la
funzione "specchio" fornita dai diversi partecipanti. La teoria non
viene data in "astratto" ma in continua relazione con le
esercitazioni e le esperienze pratiche proposte nel gruppo. Il percorso
personale in gruppo viene analizzato in base alla teoria della Gestalt. Mod.
1,2,5,6,8. Consapevolezza, Awareness, Processi corporei In questo modulo n. 4
gli allievi esplorano, ampliano e approfondiscono la consapevolezza come un
atteggiamento di base. L’obiettivo del seminario è quello di migliorare la
percezione del proprio processo corporeo come si manifesta nel portamento e nel
movimento e conoscere la terapia della Gestalt come un approccio olistico ad
orientamento corporeo, come un processo che porta verso l'integrazione (J.
Kepner). Altri contenuti: Corpo e parola, il lavoro con il corpo nel
counseling, il continuum di consapevolezza. Gestalt come approccio alla
“persona come totalità”, i fenomeni corporei e il ciclo dell’esperienza.
Feedback I In questo modulo (n. 9) continua il counseling individuale in gruppo
e l'insegnamento teorico. In seguito ci sarà, prima di passare al 2° anno di
formazione, una sessione di feedback. Questa consiste negli aspetti di
autovalutazione e riflessione del proprio processo, nella valutazione altrui
(feedback del gruppo) e nel feedback da parte dei docenti responsabili della
formazione (Pernter e Lengsfeld). I criteri sono: - I progressi nella
risoluzione dei problemi personali; - La capacità di seguire il proprio
processo e di elaborare i propri problemi; - I progressi nella mobilizzazione
delle proprie energie; - La capacità di consapevolezza di sé e la percezione
più differenziata dell'altro; - Disponibilità ad un analisi critica dei
concetti teorici di base del Gestalt-Counseling; - Verifica scritta. La
decisione finale per il passaggio al 2°anno spetta ai due didatti responsabili
della formazione. Gruppo di pari (Peer Group) I Con l’inizio della formazione
gli allievi sono tenuti a formare gruppi di pari (un laboratorio autogestito) che
si incontrerà ogni tre settimane durante tutto il periodo del corso senza i
conduttori della formazione. L’obiettivo è un’analisi approfondita dei
contenuti della formazione. Il focus del gruppo di pari nel 1° anno è lo studio
della bibliografia proposta dall’Istituto e la sua elaborazione. Inoltre è
richiesta la stesura di un tema stabilito all’inizio della formazione.
Metodologia II / Formazione personale in Gruppo II L’obiettivo dei seminari di
metodologia (mod. n. 3, 10, 12, 13, 14) è l’esercizio pratico delle competenze
in GestaltCounseling acquisite durante il 1° anno di formazione all’interno del
gruppo protetto e sotto la supervisione del docente. Gli allievi lavorano
insieme in piccoli gruppi assumendo il ruolo di counselor e assumendo inoltre temporaneamente
la gestione del gruppo di formazione. Nel lavoro in triadi è possibile trattare
con l’aiuto del docente eventuali problemi personali emergenti e blocchi. La
supervisione “in situ” riguarda situazioni di counseling dal vivo, in gruppo,
relativamente a simulazioni di casi (role playing) o a colloqui tra gli
studenti stessi. Fa anche parte di questa materia il seminario “tecniche
creative”, che è stato inserito nel primo anno. L’uso di mezzi creativi quali
la pittura (con le dita), il collage, il lavoro con l’argilla, il disegno con
la sabbia ecc. supporta attraverso il suo immediato e forte potenziale pratico
in modo diretto autentici processi di auto-coscienza e di gruppo ... L’uso di
mezzi creativi possono diventare per il counselor un metodo di comunicazione,
per i clienti un itinerario verso la riscoperta di sé. Fondamenta dei processi
di Counseling gestaltico In questo modulo (n. 16) vengono elaborati i vari
aspetti del processo di counseling sullo sfondo dell’orientamento gestaltico.
Argomenti: primo colloquio, anamnesi, indicazione, analisi della domanda;
processualità, progetto di counseling, compito di counseling, conclusione della
relazione di counseling, il contratto di counseling. Gli studenti acquisiscono
i contenuti in base a role playing ed a casi predefiniti. Gestalt-Counseling
nelle organizzazioni ed istituzioni Questo modulo (n. 15) si occupa oltre alla
possibilità di utilizzare l’approccio gestaltico nell’ambito sociale di centri
di consulenza, cliniche, ricoveri, scuole ed istituzioni simili, soprattutto
con le condizioni caratteristiche istituzionali ed i modelli delle
organizzazioni. Gli allievi hanno l’opportunità di presentare ed esaminare
questioni corrispondenti ai loro rispettivi ambienti di lavoro, cosicché
imparano vari modi d’intervento nel rapporto con le istituzioni. Dinamiche
familiari Questo modulo focalizza sulle dinamiche fra i vari componenti della
famiglia. Viene presentato l’approccio tipico della Gestalt per il Counseling
con le famiglie e il contatto nei processi interattivi familiari. Questo si
basa sulle esperienze dei partecipanti: i modelli di relazione nella famiglia
d’origine vengono esplorati e ricostruiti nel gruppo per approfondire
l’auto-consapevolezza. Gli allievi imparano modelli e tecniche per il lavoro di
Counseling con le famiglie (quali il genogramma, la “scultura famigliare”
ecc.). Feedback II / Metodologia II Al centro di questo modulo c’è una parte
metodologica e come già alla fine del 1° anno una sessione di feedback e un
esame finale per concludere l’anno scolastico. Gli allievi riflettono il
decorso dell’anno di formazione passato, - il proprio sviluppo (p.es. sviluppo
sufficiente all'auto-consapevolezza; le proprie aree di inefficienza, di
efficienza, di capacità, il ruolo di counselor: empatia, flessibilità ...) - le
relazioni tra gli allievi e con i responsabili della formazione. Altri criteri
per i docenti: la capacità di percepire in modo differenziato le interazioni di
gruppo, di definirle e di esprimerle in gruppo; la capacità di riconoscere le
proiezioni e le identificazioni e di darne un feed back, la capacità di
affrontare – a seconda del grado di conoscenze – i problemi ed i conflitti
emergenti in gruppo. La decisione finale per il passaggio al 3°anno spetta ai
due docenti Pernter e Lengsfeld. Gruppo di pari (Peer Group) II Nel secondo
anno nel gruppo di pari sono trattati i seguenti argomenti nello stesso modo: -
la pratica dei principi e metodi della Gestalt in triadi; - l’acquisizione ed
il consolidamento delle basi teoriche della terapia e del Gestalt-Counseling in
base alla letteratura. Supervisione I Centrale per questi moduli (n. 20, 21,
22, 23, 24) è il diventare capaci come counselor, la necessaria supervisione
didattica, in modo da integrare l'approccio della Gestalt nell'opera
professionale del counselor. Contenuti: Lo stile personale del professionista
delle relazioni di aiuto: trovare la propria arte dallo sfondo della
formazione; situazioni difficili o ostacoli nella pratica di un counselor, il
sostegno professionale nell’apprendimento del counseling; simulazioni
roleplaying e triadi nell’ aula (continuum di consapevolezza, rispecchiamento e
contagio emotionale, dinamica intersoggettiva, realzione “Io eTu”, qualità
della presenza, la riappropriazione delle parti del Sé…); riflessioni e
discussioni sulla partecipazione e collaborazione ad eventuali attività di
counseling (p.e. durante il tirocinio); analisi di casi di relazione d'aiuto
attuati nell'ambito della professione svolta, guidata dal didatta;
presentazione dei temi, degli eventuali disturbi della relazione
counselor-cliente che ostacolavano il processo di counseling (mediante
verbatim, trascrizione a memoria delle sedute); incontri di counseling
informali previa autorizzazione del Tutor e successiva supervisione. I moduli
di supervisione hanno lo scopo di riflettere e rafforzare il ruolo di
counselor, di combinare la teoria con la pratica del counseling, di sviluppare
uno stile personale di esercitare il Gestalt-Counseling (tra “arte e tecnè”).
Approfondimento dei processi di Counseling gestaltico In questo seminario si
tratta il tema dell’autoregolazione e delle funzioni di contatto. Contenuti di
approfondimento di questo modulo: Aspetti problematici, clienti difficili e/o
gravi e pertinenza rispetto al caso, elementi critici da identificare e
proposte d’intervento, le interruzioni al confine di contatto nel dettaglio
(desensibilizzazione, deflessione, introiezione …), il sostegno specifico ed
adeguato per ogni interruzione del ciclo di contatto; il rispetto dell’integrità
delle difese e la sfida per il cambiamento, percezione olistica del campo; il
concetto della co-creazione del contatto.I partecipanti imparano la teoria
attraverso degli esempi e si esercitano in gruppo. Seminario di pratica Questo
seminario è un seminario di approfondimento sulla pratica del counseling, sulla
gestione delle crisi, sul sostegno delle situazioni di difficoltà, di
apprendere nuove capacità per affrontare situazioni difficili con i clienti. Le
singole tecniche d’intervento vengono apprese, discusse ed esercitate nei
piccoli gruppi. Gruppo di pari (Peer Group) III Nel terzo anno il gruppo di
pari tratta i seguenti argomenti in egual misura: intervisione, acquisizione ed
il consolidamento delle basi teoriche della terapia e del Gestalt-Counseling in
base alla letteratura. Feedback III Il sistema di valutazione di questo modulo
si basa sui seguenti criteri: 1) la competenza di counseling; 2)
l’assimilazione dei contenuti teorici; 3) la produzione degli elaborati scritti
previsti; 4) l’impegno dello studente nei sottogruppi di studio autogestiti
(Peer Group). La competenza di counseling è valutata in base a: a) le
supervisioni effettuate; b) i verbatim di sedute; c) la qualità della relazione
che lo studente riesce a instaurare durante il percorso di formazione con i
didatti e con il gruppo; d) la capacità di riflessione critica sui processi di
cambiamento; e) la performance di counseling dimostrata nelle supervisioni in
gruppo. Durante il corso di formazione sono previsti momenti di gruppo autogestiti,
finalizzati alla discussione dei testi teorici o alla simulazione di situazioni
di counseling supervisionate dal gruppo. L’impegno e la presenza dello studente
in tali momenti autogestiti è considerato fondamentale garanzia per la
motivazione ad apprendere le abilità di un Counselor.